Home Il Mondo tra Anime e Animazione La Sirenetta - Il dolore di sentirsi diversi

La Sirenetta – Il dolore di sentirsi diversi

La Sirenetta – Il film d’animazione Disney

Ariel è una briosa sirenetta ribelle, che sogna la terra. Si innamora del bel principe Eric, così si rivolge a Ursula, la strega del mare, che in cambio della voce le regala un bel paio di lunghe gambe. Ariel è ora una donna muta ma, nonostante le difficoltà, riesce a far innamorare Eric. Dopo varie peripezie i due amanti sconfiggono la strega del mare e possono felicemente convolare a nozze, con Ariel che riesce a riacquistare la propria voce e col consenso del grande padrone degli abissi Re Tritone.

La Sirenetta, nota fiaba di Andersen, è stata cinematograficamente trasposta dalla Disney: il messaggio è sempre "il diverso".
Ursula inizialmente doveva avere questo aspetto

Il film esce nelle sale nel 1989 e dà vita a quello che viene chiamato il “Rinascimento Disney”. Dopo la morte di Walt, avvenuta nel 1966, la Disney entra in un periodo cupo: lo Studio, che aveva saputo far sognare grandi e piccoli, sembrava aver perso il proprio estro. Molti dei vecchi artisti erano morti o si erano ritirati, così la Disney si ritrovò priva di idee e pittori.

La Sirenetta, nota fiaba di Andersen, è stata cinematograficamente trasposta dalla Disney: il messaggio è sempre "il diverso".
Bozzetto originale della Disney

Fortunatamente nuovi artisti e nuove tecniche vennero abbracciate dallo studio e così avvenne una rivoluzione: le immagini presero spessore, i personaggi divennero simboli profondi, le musiche e le colonne sonore si trasformarono in dei veri capolavori, riportando la Disney allo splendore di sempre. Grazie alle musiche di Alan Menken e Howard Ashman e al personaggio irriverente e ribelle di una principessa metà donna metà animale, la Disney riparte con i successi.

Per questo La Sirenetta viene considerato la rinascita dello studio e resta ancora un film divertente, colorato, pieno di emozioni e fantasia.

La Sirenetta – La fiaba di Andersen

La fiaba vede la luce per la prima volta nel 1837, pubblicata dallo scrittore danese Hans Christian Andersen.

Una principessa sirena vive in fondo agli abissi con suo padre e le sue sorelle maggiori. Compiuti i quindici anni, come da tradizione, ella può nuotare fino in superficie per vedere il mondo degli umani. A bordo di una nave scorge un principe, di cui si innamora. La nave affonda e subito la giovane è pronta per salvare il bel principe.

La Sirenetta, nota fiaba di Andersen, è stata cinematograficamente trasposta dalla Disney: il messaggio è sempre "il diverso".
Illustrazione dell’artista danese Vilhelm Pedersen

Ella è un mostro, un animale degli abissi ed è destinata a non vivere col principe sulla terra, così si rivolge alla Strega del Mare per farsi trasformare in umana. La strega accetta, ma in cambio le mozza la lingua, così la Sirenetta è costretta a far innamorare il principe mutilata.

Tuttavia il principe la accoglie e impara a nutrire per lei un profondo e sincero affetto, mentre decide di sposare la ragazza che ha visto appena sveglio dopo il naufragio.

La Sirenetta è disperata, così le sue sorelle le propongono di uccidere il principe con un coltello avvelenato, ottenuto dalla Strega del Mare in cambio dei loro capelli, e tornare a essere una sirena. Questa non accetta e si lascia morire in mare. Il Fato ha pietà di lei e la trasforma prima in schiuma di mare e poi in una figlia dell’aria, così anch’ella finalmente può ascendere ai cieli e trovare la pace.

Una metafora profonda un abisso

La pellicola Disney decide volutamente di distaccarsi dal cupo finale originale, perché in quel periodo lo Studio aveva bisogno di messaggi positivi e un finale come quello “anderseniano” non poteva essere compreso da tutti, soprattutto dai più piccoli.

Resta, comunque, un messaggio comune a entrambi: il tema del diverso. Entrambe le protagoniste si sentono incompiute nel proprio mondo, disperatamente cercano nella Terra il luogo di appartenenza e sono pronte anche al sacrificio fisico pur di ottenerlo.

La Sirenetta, nota fiaba di Andersen, è stata cinematograficamente trasposta dalla Disney: il messaggio è sempre "il diverso".
La Sirenetta

Il sentirsi diverso, un outsider, è un sentimento che si prova spesso nell’arco della vita: l’Uomo per natura cerca in continuazione un posto dove sentirsi “a casa”, che sia un posto materiale, come un’abitazione, un paese o un posto sentimentale come la famiglia, un compagno, dei figli, eppure sono sempre di più oggi che risentono dell’insoddisfazione, spesso non si capisce che il proprio posto nel mondo è il “sé”.

Il tema del diverso è uno dei temi che accompagnerà per tutta la vita Andersen non bisogna, infatti, dimenticare che egli è autore di altri grandi capolavori come: Il brutto anatroccolo, Il soldatino di piombo, La piccola fiammiferaia ecc….tutti legati dal filo conduttore della diversità.

La scelta di metà uomo e metà belva riflette ancor più marcatamente il sentimento di non sentirsi né terra né acqua, né spirito né materia: in questo senso il personaggio della protagonista è una metafora vivente, essa porta dentro di sé il messaggio della non appartenenza, della confusione interiore. Soltanto alla fine entrambe le “antieroine” troveranno la loro vera dimensione.

La Sirenetta – Un mostro degli abissi

La sirena suscita nell’Uomo fin dai tempi più antichi un alone di mistero e di attrazione fatale. Nella mitologia le sirene erano questi esseri bellissimi metà donne, metà pesce che con il loro canto ammaliatore attiravano i naviganti per poi ucciderli. Ben noto è l’episodio dell’Odissea, nel quale l’astuto Ulisse tappò le orecchie di tutti i suoi compagni con la cera per evitar loro il triste fato, mentre egli si fece legare all’albero maestro spinto dalla curiosità di udire un suono così divinamente mortale.

La Sirenetta, nota fiaba di Andersen, è stata cinematograficamente trasposta dalla Disney: il messaggio è sempre "il diverso".
Ulisse e le sirene – Opera del pittore inglese H. J. Draper

La scelta di Andersen di far sì che la sirenetta baratti con la lingua (e quindi la voce) la propria umanità non è casuale, ma è anzi un messaggio dotato del simbolismo più profondo. Nella sua storia è il mostro infelice, che sacrifica il suo potere più prezioso per garantirsi l’amore.

La scelta di un personaggio così originale riflette la biografia dell’autore, la sua omosessualità, il pensiero di sentirsi “sbagliato” per la propria inclinazione e per il proprio aspetto fisico (si dice che Andersen fosse particolarmente brutto), lo portavano all’epoca non solo a sentirsi un outsider alla ricerca del proprio posto, ma a sentirsi un “mostro”, incapace di essere amato. Quindi la sirenetta che perde la propria voce è mutilata e non viene riamata, è, dunque, destinata alla disperazione.

Un viaggio negli abissi del proprio io

La Sirenetta disneyana vede compiuto il proprio destino nel matrimonio, un classico happy ending, mentre La Sirenetta di Andersen fa un viaggio molto più profondo, ella riesce a trasformarsi in aria ad elevarsi al cielo, proprio perché la sua pace non è nella proiezione del proprio io al di fuori, ma nella proiezione del proprio sé in alto: in questo modo trova la redenzione, accogliendo se stessa. Inconsciamente Andersen avrà voluto dire ai suoi lettori che ha imparato ad amare se stesso?

La Sirenetta, nota fiaba di Andersen, è stata cinematograficamente trasposta dalla Disney: il messaggio è sempre "il diverso".
Fanart della Sirenetta

Nel diventare schiuma prima di ascendere La Sirenetta infrange se stessa e spezza definitivamente le barriere che la imprigionavano nella staticità dell’essere.

«La vita di ogni uomo è una favola scritta da Dio».

(H. C. Andersen)

L’importanza dell’anima per Andersen è cruciale. Le sirene da lui descritte possono vivere trecento anni e poi morire, mentre La Sirenetta vuole diventare umana per avere un’anima e poter vivere oltre la morte. Tale componente è intrinsecamente legata all’idea religiosa che accompagnava l’autore e, in tal senso, La Sirenetta ottiene veramente quello che più brama: l’immortalità.

Altre opere

La Sirenetta è stata un’opera così sentita che oggi ne è visibile la bellissima statua nel porto di Copenaghen.

La Sirenetta, nota fiaba di Andersen, è stata cinematograficamente trasposta dalla Disney: il messaggio è sempre "il diverso".
La statua al porto di Copenaghen

La Disney non solo ha fatto un sequel, basato sulla figlia di Ariel che vuole invece tornare agli abissi, ma ne ha fatto anche una serie tv.

La Sirenetta, nota fiaba di Andersen, è stata cinematograficamente trasposta dalla Disney: il messaggio è sempre "il diverso".
Ponyo sulla scogliera, l’incontro tra due mondi

Inoltre, non si può far a meno di citare una delle pellicole dello Studio Ghibli, Ponyo sulla scogliera, uscita nel 2008, dove la pesciolina Ponyo incontra per caso Sosuke, un bambino che la salva e se ne prende cura. Anche in questo film torna il tema di Ponyo che vuole essere una bambina per vivere con Sosuke e scongiura lo stregone del mare, suo padre, per realizzare il suo desiderio.

Anche in questo caso Miyazaki carica la storia di messaggi profondi: l’inquinamento marino, l’affetto candido dell’amore innocente, il rapporto genitori e figli nel momento della crescita. Un maestro sempre pronto a cogliere significati profondi anche in una storia per bambini.

«Being different is neither a good nor bad thing. It only signifies that you are brave enough to be yourself»

(A. Camus)

Leggi anche La Bella e la Bestia – Perché le fiabe sono eterne?

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