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Buffy, l’ammazzavampiri – L’Antigone del piccolo schermo

Buffy, l’ammazzavampiri – L’Antigone del piccolo schermo

Creonte: «Come hai osato andar sopra alle regole?».

Antigone: «Non credevo che i tuoi decreti avessero una tale forza da calpestare le norme dei cieli non scritte e non labili. Né ora né ieri, ma sempre vivono e nessuno sa quando apparvero».

Anno 422 a.C., Sofocle alle Grandi Dionisie di Atene porta in scena l‘Antigone. Questa storia è l’ultimo capitolo della trilogia sofoclea che racconta la storia della prole di Edipo. Eteocle e Polinice, i fratelli della nostra eroina, si contendono il potere su Tebe e in battaglia muoiono entrambi. Creonte, lo zio di Antigone, nuovo re, stabilisce che solo Eteocle avrà diritto alla sepoltura, in quanto Polinice, che ha assediato la città, è visto come un traditore della patria. Ebbene Antigone diventa l’eroina di questa tragedia, quando, a discapito di quella che è la legge, seppellisce suo fratello.

Come già accennato dalla citazione precedente, Antigone non segue il diritto positivo, quello determinato dallo Stato, ma un sistema di regole superiore, divino, che trascende dagli eventi umani. Ciò che si domanda Antigone è la legittimità delle regole dello Stato, in maniera particolare, quando queste calpestano uno dei diritti degli esseri umani.

Il 10 marzo 1997 va in onda negli Stati Uniti una di quelle serie che hanno cambiato le sorti della televisione. Stiamo parlando di Buffy l’ammazzavampiri. L’idea di Buffy nasce grazie a Joss Whedon, il quale rivoluziona i ruoli femminili all’interno degli horror: la sua protagonista non muore spaventata aspettando che qualcuno corra a salvarla; è lei, invece, a sconfiggere il male. Ed è in Buffy che rivediamo l’Antigone dei nostri tempi, l’Antigone del piccolo schermo. Scopriamo perché.

Un nuovo tipo di donna

Buffy l'ammazzavampiri
Sarah Michelle Gellar in una scena della serie tv

Creonte: «Mai e poi mai il nemico, neanche morto, è amico».

Antigone: «Non all’odio, ma all’amore sono nata».

Creonte: «Ora che vai giù, se hai bisogno di amare, ama quelli, me vivo non comanda donna».

Nella tragedia greca, molto spesso i drammaturghi prediligevano le donne nel ruolo di protagoniste. La donna che Sofocle ci descrive nella sua tragedia, tuttavia, è diversa da Medea o da Fedra. Antigone, infatti, a differenza delle altre, non si strugge per un amore romantico, ma, contestando la volontà di Creonte, assume un ruolo politico. In una società che escludeva le donne da qualsiasi decisione politica, Antigone è una figura rivoluzionaria che capovolge gli schemi, una donna che pensa autonomamente ed è pronta a morire per i suoi ideali.

Buffy: «Sono la cosa di cui i mostri hanno paura».

Allo stesso modo Buffy rivoluziona il mondo femminile. Dopo film e libri in cui è la principessa a essere salvata dal principe, finalmente l’horror si colora di note femministe, mostrandoci una donna indipendente che si difende da sola. Antigone e Buffy, in tempi e circostanze diverse, conferiscono alla figura femminile un nuovo volto, più forte e autonomo.

La solitudine della cacciatrice

Buffy

Nel Buffyverse a sancire i doveri e gli obblighi delle cacciatrici è il Consiglio degli Osservatori, ovvero un gruppo di accademici che studiano i fenomeni del male e guidano le cacciatrici in battaglia. Il consiglio degli Osservatori considera le cacciatrici come uno strumento da utilizzare nella lotta contro i demoni, servendosene spesso freddamente, non preoccupandosi dei pericoli che le fanciulle potrebbero correre e del sacrificio che questa missione comporta.

Le giovani donne, scelte tra mille, sono costrette a vivere in solitudine, in simbiosi con i loro addestratori, senza amici o amori, completamente devote solo ed esclusivamente al proprio dovere.

Buffy

Esattamente come Antigone, Buffy mette in discussione la legittimità di alcune leggi che regolano il suo mondo. La ragazza, giunta alla consapevolezza di non essere solo una vittima sacrificale contro il male, ma anche, e soprattutto, una persona, si circonda di amici, di opportunità, di amori e di persone che sanno il suo segreto, violando, così, la prima fra tutte le regole del suo mondo.

I suoi amici, all’inizio coinvolti casualmente nelle diverse battaglie, decidono di starle accanto e di aiutarla in ogni situazione, ed è proprio il sostegno di questi ultimi a salvarle la vita in numerose circostanze. Buffy seguendo la sua legge interiore diventa una tra le cacciatrici più longeve della storia; il supporto dei suoi amici diviene la carta vincente contro il male.

Buffy: «Continuerò il lavoro con i miei amici».

Membro del Consiglio: «Ma stiamo parlando di civili, di ragazzi!».

Buffy: «Stiamo parlando di due potenti streghe e un ex demone millenario».

Membro del Consiglio: «E il ragazzo?».

Buffy: «Ha sicuramente più esperienza di tutti voi messi assieme».

Buffy: la serie dei dilemmi etici

Buffy
Sarah Michelle Gellar (Buffy) e David Boreananz (Angel)

Nel Buffyverse, la cacciatrice è autorizzata solo ed esclusivamente a uccidere i demoni (tra cui i vampiri), la cui caratteristica principale, che li distingue dagli umani, è l’assenza di anima, causa delle loro abominevoli azioni. Tuttavia, non è così semplice come potrebbe sembrare. Spesso la nostra eroina deve affrontare dilemmi etici non di poco conto.

Ad esempio; come ci si dovrebbe comportare quando un vampiro ha la speciale singolarità di provare emozioni umane? Buffy ancora una volta non segue la legge. Angel, un crudelissimo vampiro, a causa di una maledizione, ritorna ad avere l’anima  ed è destinato per l’eternità a provare dolore e sofferenza per i crimini commessi. La cacciatrice non uccide Angel.

Non lo fa perché capisce che il vampiro è più vicino alla condizione umana che a quella demoniaca. Non lo fa perché comprende che l’ex criminale è chiaramente pentito e schierato dalla parte del bene. Buffy ignora la natura di Angel, ignora il parere del Consiglio, tanto meno della sua collega Kendra, che lo avrebbe ucciso senza ripensamenti.

La ragazza non solo non lo uccide, finisce per innamorarsene e  ripone in lui moltissima fiducia, trattandolo come suo complice, tanto da spedirgli nella quarta stagione la Gemma di Amara che lo avrebbe reso resistente a tutto ciò che per un vampiro può essere letale. Buffy segue ciò che è giusto in cuor suo, ancora una volta.

Non all’odio, ma all’amore sono nata

Buffy
La “Scooby Gang”, il gruppo che aiuta Buffy a sconfiggere il male

Proprio questo vagliare sulla particolarità di ogni situazione, piuttosto che sulla loro  generalità, caratterizza la nostra Buffy come personaggio. Ma ciò che la contraddistingue dal resto degli osservatori e delle cacciatrici è una capacità straordinaria di seguire la legge dell’amore, che le consente di perdonare.

Antigone perdona i crimini di suo fratello e lo ritiene comunque degno di sepoltura, così come la nostra eroina perdona e redime i grandi cattivi che si susseguono nella serie e che, pentendosi del loro passato, hanno diritto a una seconda chance. Parliamo, quindi,  in primo luogo di Angel, ma anche di Spike, Willow, Faith e molti altri. La sceneggiatura di Whedon non concepisce il male e il bene in maniera manichea, anzi attribuisce ai suoi personaggi diverse sfumature di cattiveria e di bontà.

Buffy, l’ammazzavampiri – Il finale

Buffy: «In ogni generazione nasce una cacciatrice, perché un gruppo di uomini che sono morti migliaia di anni fa ha stabilito questa regola. […] Allora io dico di cambiare la regola. Io dico che il mio potere dovrebbe essere il nostro potere. […] Da oggi ogni ragazza nel mondo che potrebbe essere una cacciatrice, lo sarà».

Arriviamo al grande finale, la centoquarantaquattresima puntata della serie tv. Buffy mette in discussione la legge che regola il sistema magico delle cacciatrici. Certo il personaggio interpretato dalla Gellar è stato rivoluzionario sin dall’inizio della serie, ma questo non le basta. Nel finale, grazie alla magia di Willow, e spinta dal pericolo del Primo Male che minaccia di uccidere tutte le potenziali cacciatrici, modifica la legge.

In ogni generazione nascerà una cacciatrice, una ragazza in tutto il mondo, lei sola avrà la forza e l’abilità per sconfiggere le forze dell’oscurità. Questa era la profezia. Non lo è più. Ogni ragazza che potrebbe divenire cacciatrice, lo diventa, insieme a un numero non definito di colleghe.

Buffy Summers confuta la condizione di solitudine che avvilisce ogni cacciatrice, rifiuta il peso del mondo sulle spalle di un’unica persona e sancisce il trionfo dell’unione delle forze su un male che è sempre stato in maggioranza sul bene. A combattere le cacciatrici non saranno più sole. Il male non sarà più così ingombrante, perché il mondo prolifererà di giovani giustiziere che potranno difenderlo.

Tirando le somme, cos’hanno in comune Buffy Summers e Antigone? Entrambe hanno la capacità di ascoltare una voce interiore che comunica loro una verità inedita e sconosciuta. Tutte e due hanno il valore che permette loro non solo di ascoltare, ma anche di agire in virtù di quella legge. Entrambe avvertono la necessità di cambiamento e lo seguono sfidando i preconcetti su ciò che è giusto o sbagliato.

Leggi anche: The children act: Il Verdetto – Ogni voce trova una domanda

Lory Coletti
Ciao sono Lory! Ho 22 anni e studio al DAMS di Lecce. Amo il cinema e la musica!

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