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Intervista a Giacomo Castellano – Come il cinema sopravvivrà al Covid

Giacomo Castellano è un giovane esercente cinematografico, gestore di due sale nella provincia pugliese: Metropolis Multicine (Mola di Bari) e Casablanca Multicine (San Giorgio Ionico). Due realtà da sempre attente ad alternare nella propria programmazione film indipendenti e grandi blockbuster, restituendo tutte le sfumature della settima arte.

L’8 marzo 2020, in seguito alla prima ondata del Covid-19, Giacomo ha visto abbassarsi la saracinesca dei suoi cinema, senza sapere quando poter ripartire. Dopo i mesi più duri, trascorsi nelle nostre case cercando risposte a domande che nessuno si era mai nemmeno posto, l’estate ha riportato un po’ di normalità.

Ma nel disgelo totale – accompagnato dall’illusione di poter provare a ricominciare – i cinema sono stati le ultime attività a riaprire, il 19 agosto 2020.

A oggi, le sale sono nuovamente chiuse dal 26 ottobre. E la riapertura, fissata in un primo momento al 27 marzo, diventa sempre più lontana a causa della nuova ondata. Nel panico più generale, nella paura di essere ritornati al punto di partenza, attività ritenute non “essenziali” sono state accantonate ai margini della cronaca.

Cosa ne sarà quindi del futuro di un settore – e di un’arte – che, per chi la vive come passione, prima ancora che come lavoro, è invece assolutamente essenziale?

«Una creatura in coma, in attesa di sapere quando potrà risvegliarsi» è la definizione che Giacomo dà delle sue due strutture, la quale gli torna inevitabilmente in mente ogni volta che entra nelle sue sale ormai vuote da troppo tempo.

Ci sembrava quindi giusto provare a restituire una voce a questa “creatura”, tirando le fila di ciò che è accaduto fino a ora e immaginando un futuro che speriamo sia il più vicino possibile.

Intervista a Giacomo Castellano, gestore di due sale cinematografiche, in merito al passato e al futuro del cinema durante la pandemia.
Una sala del Casablanca Multicine

I cinema sono ormai chiusi da circa un anno, a eccezione della breve riapertura avvenuta fra agosto e ottobre. Da gestore di due sale, come hai vissuto questo lungo anno, sia dal punto di vista lavorativo che da quello sociale?

Giacomo Castellano

Dal punto di vista lavorativo ho approfittato della chiusura dei cinema per effettuare dei lavori di ampliamento in una delle due strutture. Dal punto di vista sociale ho seguito e seguo costantemente l’andamento dell’epidemia.

Il 27 marzo 2021, in occasione della giornata mondiale del Teatro, i cinema e i teatri in zona gialla potranno, forse, riaprire. È degli ultimi giorni, però, la notizia di un possibile slittamento anche di questa data (probabilmente al 7 aprile, momento in cui, forse, l’Italia tornerà interamente “arancione”). Le norme da seguire per una eventuale riapertura sono però ancor più rigide di quelle dei mesi scorsi, a partire dalla capienza di sala da ridurre al 25%. È quindi possibile ripartire in queste condizioni?

Giacomo Castellano

Oltre alla capienza ridotta del 25% è previsto il coprifuoco alle 22:00; questo vuol dire programmare gli ultimi spettacoli non oltre le 19:30. Il bar deve essere chiuso e non si esclude una probabile zona rossa solo nei weekend. Con i cinema chiusi nelle zone arancioni e rosse, inoltre, le case di distribuzione difficilmente riusciranno a rilasciare film di grosso richiamo. Di conseguenza, anche laddove la riapertura fosse possibile – zone gialle o bianche – saranno pochissimi i cinema che riapriranno.

Da frequentatrice assidua del Metropolis Multicine, mi sono sempre accorta del rigore nel seguire al meglio le norme previste. E lo stesso è accaduto in moltissimi altri cinema. Perché, quindi, secondo te, i cinema e i teatri sono stati i luoghi chiusi per primi e che saranno tra gli ultimi a riaprire, nonostante la possibilità di rispettare al meglio protocolli e distanze?

Giacomo Castellano

Sinceramente sono mesi che cerco di trovare una risposta a questa domanda, ma non ci sono ancora riuscito. Mentre ho condiviso la scelta della chiusura di cinema e teatri nel primo lockdown avvenuto a marzo 2020 –  perché comprendeva anche la chiusura  della maggior parte delle attività aperte al pubblico, compresi centri commerciali, negozi e ristoranti -, non posso dire lo stesso riguardo la chiusura imposta a cinema e teatri a fine ottobre 2020. Non sono d’accordo sulla scelta di chiudere luoghi nei quali i protocolli venivano scrupolosamente rispettati, e di lasciare aperte altre attività dove, a parer mio, non si riescono a garantire gli elevati standard di sicurezza ottenuti da noi nelle sale cinematografiche.

Le bacheche vuote dei cinema ospitano opere di una mostra diffusa che attraversa le sale cinematografiche di tutta la Puglia

Nei tuoi cinema, in particolare nel Metropolis, cerchi sempre di rispettare una programmazione il più varia possibile. Aggrappandosi a una produzione più “commerciale” i cinema forse potranno sopravvivere nel primo periodo di riapertura. Ma come vedi la situazione dei piccoli cinema, da una o due sale, da sempre attenti a un catalogo meno “competitivo” sul mercato?

Giacomo Castellano

Sarà una ripartenza lenta e difficile per tutte le sale, ovviamente le strutture più piccole ne risentiranno più di tutti. Sarà necessario un adeguato sostegno economico del governo per i primi mesi dopo la riapertura.

Dal punto di vista burocratico ed economico quali sono stati gli aiuti concreti che la vostra categoria ha ottenuto? C’è attenzione da parte delle istituzioni o vi siete sentiti lasciati “soli”?

Giacomo Castellano

Le istituzioni hanno tutelato il settore con ristori calcolati in base alla perdita di fatturato rispetto agli anni precedenti. I dipendenti sono in cassa integrazione. Tutto questo ci sta consentendo di tirare avanti fino alla riapertura.

Per quanto riguarda la produzione e distribuzione di film, come vedi la situazione nell’immediato futuro? Da una parte c’è il rischio di una riapertura senza grandi titoli in programma, dall’altra l’effetto opposto. Se si dovesse decidere per una riapertura in condizioni di maggiori sicurezza, si rischia infatti una saturazione delle sale, con moltissimi titoli pronti che non hanno voluto “cedere” alla distribuzione in streaming o on-demand.

Giacomo Castellano

I film pronti o in fase di preparazione sono molti e sicuramente saranno adeguatamente calendarizzati. Ovviamente nella prima fase di riapertura ne usciranno meno: le sale aperte saranno ancora poche e con capienza di posti e numero di spettacoli ancora ridotti, ma sono sicuro che andando avanti, seppur lentamente, si tornerà a un elevato numero di film in uscita ogni settimana.

Oltre a essere un esercente, sei prima di tutto un grande appassionato di cinema. Come hai vissuto da spettatore la chiusura delle sale e quali titoli non vedi l’ora di vedere sul grande schermo fra quelli posticipati?

Giacomo Castellano

L’ho vissuta molto male, ho cercato di riempire le giornate leggendo tanti libri. I film che attendo da spettatore sono molti, fra quelli che arriveranno entro settembre sicuramente Top Gun: Maverick, Black Widow, Old (il nuovo progetto di M. Night Shyamalan), No Time To Die – solo per citarne alcuni.

Intervista a Giacomo Castellano, gestore di due sale cinematografiche, in merito al passato e al futuro del cinema durante la pandemia.
Una sala del Metropolis Multicine

Qual è, secondo te, l’elemento imprescindibile dell’esperienza cinematografica? Pensi che la gente abbia ancora voglia di vivere il cinema come “esperienza collettiva” o questa pandemia ci ha insegnato che i film possono essere visti anche in altri modi?

Giacomo Castellano

Sicuramente ci sono molti modi di vedere film. A partire dalla televisione, ormai in ogni famiglia italiana almeno dagli anni ’60, per arrivare ai tablet, pc e smartphone. Sono convinto però che la sala cinematografica resti il posto più idoneo per vedere qualsiasi film. Non solo per le dimensioni dello schermo e per la qualità dell’audio che non si potranno mai raggiungere in una abitazione.

Penso che l’esperienza collettiva della visione in sala di un film, e il coinvolgimento che prova il pubblico nel vedere una pellicola in sala non moriranno mai. Mi vengono in mente le risate del pubblico nella sala piena durante la proiezione delle commedie di maggior incasso; risate collettive che si sentivano dall’esterno del cinema, oppure le scene di azione frenetica di alcuni film, durante le quali alcuni spettatori si aggrappavano ai braccioli delle poltrone, con le frequenze dell’audio che ti entravano nello stomaco. Dai maggiore importanza all’opera che guardi, spesso vedi anche i titoli di coda se non ricordi il cast, oppure per conoscere il cast tecnico. E, dopo la visione, commenti il film con i tuoi amici, compagni o familiari, magari andando in pizzeria.

Il cinema ci manca tanto. Viva il Cinema.

Leggi anche: Intervista a Simone De Salvatore, matte painter premio Oscar per Gran Budapest Hotel

Claudia Silvestri
27 anni, laureata in Lettere moderne alla triennale e in Scienze dello Spettacolo alla magistrale. Di recente ho conseguito un master in Critica giornalistica per lo spettacolo. Guardo di tutto e mi appassiono ad ogni genere, dal film d’autore fino ai cinecomics. Se non sapete dove trovarmi, probabilmente sono in sala a gustarmi un nuovo film.

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