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Unbreakable Kimmy Schimdt – Un racconto di sopravvissuti

Da fruitore e analista sono sempre più consapevole di quanto consigliare un prodotto audiovisivo, film o show televisivo, stia diventando ogni giorno più difficile. Non è solo una questione legata al gusto e alla quantità immensa che il mondo dell’intrattenimento ci offre, ma anche ad altro. Quest’ultimo fattore è legato sempre a una domanda generica del tipo: “Si, ma ne vale la pena?” Bella domanda. Unbreakable Kimmy Schimdt si compone di quattro stagioni dal minutaggio di 22-30 minuti, a eccezione di alcune puntate ed è interamente disponibile su Netflix.

Dopodiché, ritornando alla fatidica domanda che nasconde ovviamente la paura di perder tempo, Unbreakable Kimmy Schimdt vale la pena di essere vista? È una domanda abbastanza lecita e altrettanto evitabile, proprio perché “vale la pena” fare tantissime esperienze. Di certo non guardare solo televisione.

Detto ciò, nella misura in cui ci si approccia a essa per mettersi in discussione o per trascorrere del tempo, senza voler impegnarsi in una visione faticosa, Unbreakable Kimmy Schimdt è perfetta.

Trama e premesse

Creata da Tina Fey e Robert Carlock, lo show televisivo in analisi stupisce immediatamente per il suo incipit drammatico. Quattro donne sono salvate dal rapimento che le ha tenute prigioniere per quindici anni in un bunker. L’artefice di questa terrificante vicenda è il reverendo Wyane Gary Wayne (Jon Hamm). Quest’ultimo ha mentito e manipolato le donne per avere un luogo in cui essere il monarca di turno. L’uomo al quale obbedire, perché è l’unico in grado di salvarle dall’inferno in terra scatenatosi, afferma il reverendo, fuori dal bunker.
Unbreakable Kimmy Schimdt racconta di Kimmy, una donna rapita e rinchiusa in un bunker per quindici anni. Ora è finalmente libera, cosa farà?

Non è assolutamente un incipit da commedia eppure da quest’avvenimento Unbreakable Kimmy Schimdt sa trovare spunti comici e naturalmente drammatici. Quelli comici sono pieni di gag in cui il reverendo deve mantenere il potere con strampalate idee e invece le donne devono distrarsi inventando strane situazioni. Quelli drammatici potete immaginarli. Sono una serie di conseguenze così impresse nella mente da condizionare ogni scelta futura.

Di queste quattro donne noi seguiremo Kimmy (Ellie Kemper) e la sua nuova vita a New York tra amicizie, amori e carriera.

Non è un caso se nel titolo c’è la parola “unbreakable”, la quale rappresenta tutti i personaggi principali. Tutti loro hanno una tempra davvero notevole. Kimmy è sopravvissuta a un rapimento e a tutte le sue conseguenze. Titus (Titus Burgess), il coinquilino di Kimmy, è sopravvissuto al suo sogno infranto. Jacqueline (Jane Krakowski), la migliore amica di Kimmy, è sopravvissuta a un matrimonio fallito, a una società patriarcale che le ha affidato un ruolo da cui non voleva separarsi e del quale spesso non si accorgeva. Infine Lilian (Carol Kane), la padrona della casa in cui vive Kimmy, è sopravvissuta alla gentrificazione e a un passato che le ricorda quanto sia sola.

Riconsiderare se stessi

Si può davvero riconsiderare il proprio vissuto solo in merito alla visione di uno show televisivo? Certo che sì. Dipende dallo spettatore e dal suo approccio. I protagonisti sono i primi a farlo.

Unbreakable Kimmy Schimdt racconta di Kimmy, una donna rapita e rinchiusa in un bunker per quindici anni. Ora è finalmente libera, cosa farà?

Nell’imbastire il percorso di Jacqueline e Kimmy, Unbreakable Kimmy Schimdt compie un lavoro lucidissimo sulle figure maschili che pensano di essere i soli a poter migliorare le vite delle proprie donne, il marito di Jacqueline, il genio del fitness Tristafè e ovviamente il reverendo. Tutti uomini che creano dei luoghi falsi in cui essere i più potenti, destinando il ruolo delle donne a vittime e succubi del proprio potere. Esatto, parliamo di femminismo.

Come sapete il movimento Black Lives Matter ha coinvolto tutti, anche noi oltre oceano in quanto spettatori, ma vi siete mai interrogati sul cosiddetto White privilege? Unbreakable Kimmy Schimdt potrebbe farvi riconsiderare le vostre idee anche su questo attualissimo e urgente tema. Avete dissapori verso il femminismo intersezionale? Lo show v’inserisce in una puntata come protagonisti del vostro vittimismo.

Unbreakable Kimmy Schimdt racconta di Kimmy, una donna rapita e rinchiusa in un bunker per quindici anni. Ora è finalmente libera, cosa farà?

In un episodio sperimentale, infatti, la serie creata da Tina Fey e Robert Carlock, riflette sui movimenti MRA, l’attivismo per soli uomini. Sperimentale perché la serie si ferma e ci lascia osservare un falso documentario di Netflix su come s’instaura l’ideologia di questi movimenti pericolosi e sempre più popolari.

Un esempio di cringe comedy incredibilmente riuscito che racconta tutti questi maschi così impauriti da una voce diversa dalla loro, da un focus differente, fino a creare una narrazione ancora una volta autocelebrativa.

Tutto questo vi può far riconsiderare il vostro vissuto? Certo che può farlo, specialmente se siete maschi e nutrite anche voi sentimenti simili. Non è fumo negli occhi o una sequela di gag al solo scopo di divertirvi, ma ha anche un fine educativo nel risvegliare responsabilità politiche e sociali.

Metti qualcosa di leggero, anzi leggerissimo

(Perdonatemi per questo titolo)

Oltre a una narrazione impegnata su tematiche sociali molto attuali di cui discutevamo nelle precedenti righe, Unbreakable Kimmy Schimdt può offrire un altro tipo d’intrattenimento. Quest’ultimo, infatti, pur non trascurando discorsi politici d’interesse urgente, può accompagnare un tipo di pubblico che cerca una visione, appunto, leggera e spensierata.

Unbreakable Kimmy Schimdt racconta di Kimmy, una donna rapita e rinchiusa in un bunker per quindici anni. Ora è finalmente libera, cosa farà?

Questo lavoro è svolto da vari elementi: il meta cinema, il citazionismo e tutta una serie di situazioni che trovano nella cringe comedy (The Office, Crazy Ex girlfriend) un’importante alleata. Tutto ciò è coadiuvato da continui omaggi musicali raffinati e coinvolgenti, specialmente grazie a Titus, il cui sogno è quello di esibirsi nel musical de Il re Leone.

Come in altri show, Crazy Ex Girlfriend su tutti, le canzoni sono strumenti per narrare i sentimenti dei protagonisti, quasi sempre bizzarri e sopra le righe.

Conclusioni

Scrivere di Unbreakable Kimmy Schimdt in modo generico, cercando di riassumere uno show tanto complesso, è davvero difficile. Inoltre quest’articolo doveva essere molto più breve nelle intenzioni iniziali, ma come sintetizzare responsabilità sociale, femminismo intersezionale e tutto ciò che ne consegue? Quest’articolo probabilmente non ci è riuscito, ma Unbreakable Kimmy Schimdt saprà togliervi ogni dubbio sulla sua notevole fattura.

Leggi anche: Crazy Ex-Girlfriend – Da un’espressione sessista a una serie femminista

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