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The New Pope – «Io non piaccio a Dio»

«Io non piaccio a Dio»

(Papa Giovanni Paolo III)

Sir John Brannox (John Malkovich) è un uomo sopraffatto. Papa Giovanni Paolo III è un Papa incerto. La miscela derivante da questi ingredienti non può che essere pericolosamente imprevedibile. The New Pope, dalla mente di Paolo Sorrentino, lo sa bene e non ha affatto paura di essere una serie solo apparentemente su un Papa (anzi, su due) e di diventare, in realtà, una riflessione sull’umanità lunga circa nove ore (come aveva già fatto, del resto, con The Young Pope).

Tutti i protagonisti hanno le loro rettitudini e le loro contraddizioni, ma è John Brannox che stuzzica forse più di ogni altro la curiosità dell’osservatore. Chi è quest’uomo, perché ha tutti questi demoni e soprattutto perché, a quanto dice lui stesso, non piace a Dio?

La vanità e la conseguente esigenza di piacere è il motore che fa partire la macchina del Papato di Giovanni Paolo III: è per vanità, infatti, che il Cardinale Brannox decide di accettare l’offerta di Voiello (Silvio Orlando) e diventare il nuovo Papa. Questa vanità, tuttavia, ha tante, troppe sfaccettature.

John non era il predestinato della sua famiglia. I genitori, infatti, avevano visto nel fratello Adam l’uomo che un giorno sarebbe diventato il Capo del Vaticano. Questo John lo sapeva bene mentre intraprendeva la sua carriera clericale, sapeva bene che avrebbe sempre dovuto combattere contro quel pregiudizio: «Il pregiudizio è tipico di chi non conosce i fatti», dice. Ma quando il fratello raggiunge i venticinque anni, dal momento in cui si consuma la tragedia, John sa che dovrà convivere non solo col pregiudizio, ma con la condanna.

The New Pope porta alla nostra attenzione la complessità esistenziale di John Brannox, un uomo molto prima di essere un Papa.

Infatti, in un giorno come un altro, John e suo fratello stanno sciando, quando a un certo punto quest’ultimo perde il controllo degli sci a causa di un malore e va a schiantarsi contro un albero. John potrebbe soccorrerlo, ma c’è un dettaglio: è strafatto di eroina.

Guarda il fratello abbandonare la vita davanti a sé, immobile e paralizzato. Adam se ne è andato e lui non ha fatto niente. I genitori non lo perdoneranno. Nonostante vivano nello stesso castello, fanno in modo di non incontrarsi. Mai.

«Tu non piaci a Dio», sono queste le parole che il padre rivolge a John. Eppure la carriera di Brannox prosegue, diventa cardinale e una commissione del Vaticano è alla sua porta per offrirgli la poltrona papale.

Non accetterà inizialmente, ma poi la suddetta vanità avrà la meglio, perché John vuole prima di tutto sedurre, quindi piacere, quindi essere, infine, influente. Il suo percorso da Papa inizia, però, quando quello da uomo è ancora ben lontano dall’essere completato.

La sua tossicodipendenza, infatti, si mescola alla depressione. Brannox è per sua stessa ammissione un uomo depresso. Il fardello della morte del fratello Adam e l’odio dei suoi genitori lo hanno appesantito, trascinato a fondo per decenni, e questo non cambia quando diventa Papa. C’è qualcosa che però cambia: ed è qui che entra in scena Sofia Dubois (Cécile de France).

The New Pope porta alla nostra attenzione la complessità esistenziale di John Brannox, un uomo molto prima di essere un Papa.

La serie non ha paura di mostrare che non c’è niente di più forte dell’amore. E gli amori, quando diventano malati, sono incurabili: «puoi curare il cancro», dice Brannox, «ma non un amore malato».

Eppure l’amore è senza dubbio alcuno il fil rouge che connette tutti i personaggi di The New Pope, in ogni sua forma: l’amore perverso che alcuni uomini della Chiesa provano verso persone dello stesso sesso o di sesso opposto; l’amore maniacale e degenerato che i seguaci di Pio XIII (Jude Law) provano verso il pontefice in coma; l’amore puro e autentico di cui sia Pio XIII che il Cardinale Voiello si nutrono, in riferimento, rispettivamente, a tutti i fedeli e allo sfortunato piccolo Girolamo.

L’amore, infine, di Sofia verso Giovanni Paolo III (o meglio, verso John Brannox) forgiato dal dubbio, dal sospeso, dall’apparentemente insormontabile ostacolo che il destinatario di questo amore è il Papa.

John ha bisogno di quell’amore.

È proprio grazie a quel sentimento che riesce a liberarsi del fardello che lo appesantisce, poiché è solo a Sofia che racconta la verità sia sulla morte di Adam che sulla sua dipendenza, in un incontro tanto platonico quanto ricco di una tensione mai veramente concretizzabile. Quel momento di massima unione spirituale tra le due anime innamorate di qualcosa che non può esistere risulta essere una svolta epifanica per John: non nella direzione che, però, sembra tracciare.

Dopo quell’incontro, infatti, John sembra deciso a riprendere in mano il suo Papato e a confrontarsi con Pio XIII il quale, dopo diversi errori di valutazione, si rimette a lui e lo riconosce come suo Papa e quindi suo superiore. Ma è nel momento di massima autorità che Brannox mostra il vero significato di quell’epifania: si fa da parte, lascia la Chiesa al predestinato Lenny Belardo, perché la vera risposta alle sue domande è data dall’amore verso quella donna. E l’ultimo tassello di questo percorso lo mette proprio Pio XIII:

«Anch’io non piacevo a Dio, perché l’amore di Dio non è mai un regalo, bisogna conquistarlo, passo dopo passo, bisogna crescere. Sei pronto a compiere il primo passo John? Sei pronto a crescere davvero?»

John, infine, riesce a conoscere se stesso. In un modo che potrebbe sembrare quasi telepatico, i genitori percepiscono questa consapevolezza e dopo decenni chiedono al figlio di rivederlo: è il perdono cristiano. John accetta ciò che è, un uomo, non un Santo e al tempo stesso, quasi paradossalmente, accetta Dio molto più di quanto non avesse fatto in passato.

«Io non piaccio a Dio» diventa la descrizione della sua vita precedente, un punto di partenza indispensabile per giungere a quella consapevolezza finale che ribalta ogni prospettiva. Il punto non era che John non piaceva a Dio, frase che assume ancora più potenza quando pronunciata da un Papa, ma che non piaceva a se stesso.

The New Pope porta alla nostra attenzione la complessità esistenziale di John Brannox, un uomo molto prima di essere un Papa.

Comprendere questa grande verità gli permette di amare. The New Pope non è (solo) una serie che attacca “alla Sorrentino maniera” la Chiesa, ma è soprattutto un racconto sull’amore. È una visione sull’Oltre, non canonizzato in una religione, ma incasellato in una sensazione. Che sia Dio o che sia l’Amore non spetta a nessuno dirlo. Per alcuni è la stessa cosa. Per John Brannox era importante che fossero due cose separate all’inizio. Solo così poteva capire e accettare quanto fossero sovrapponibili, quanto fossero la vera chiave di lettura dell’enigma più difficile: se stesso.

Leggi anche: Sul significato di The New Pope

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