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Nuovi Sguardi – Intervista a Dario Bocchini sul corto Ride With The Guilt

Due donne avvolte dal rosso e il giallo, predominanti nell’intero short film di Dario Bocchini, regista e sceneggiatore indipendente di cortometraggi con sede a Londra, originario di Benevento.
Due donne, Monica – Cecile Sinclair – e Clarice – Rebecca Calienda -, la cui duplice, ma al tempo stesso complementare, identità rappresenta uno degli enigmi principali del corto: chi delle due deve espiare una colpa? Cosa è successo alla protagonista con le mani insanguinate?

In una narrazione non lineare si estende il cortometraggio Ride With The Guilt, claustrofobico e fulminante come la pioggia che persiste dall’inizio alla fine. Monica si risveglia vulnerabile nel posteriore di una macchina senza sapere cosa le sia successo; sarà presente solo Clarice, figura enigmatica che, più che fornire risposte, farà solo domande infittendo la narrazione del film.

Abbiamo intervistato il regista del corto, per conoscere la sua visione e addentrarci più in profondità nei suoi punti interrogativi.

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Chi è il regista a cui devi il merito di aver scelto di occuparti di cinema? Chi indubbiamente ha lasciato una traccia nei tuoi lavori?

Dario Bocchini

Fin da quando ero bambino sono sempre stato affascinato dall’arte visiva, non c’è un solo regista che mi ha portato ad amare ed esplorare il mezzo cinematografico, ma sicuramente autori come Christopher Nolan, David Fincher e Martin Scorsese. Credo di aver capito di essere interessato dall’arte oscura e surreale nel 2003, durante la mia prima visione di The Matrix delle Wachowskis, che inevitabilmente ancora oggi lascia una traccia indelebile sulla mia visione creativa. 

Entrando più nel corto Ride With The Guilt, che importanza ricoprono oggetti come la statuetta di Alice nel paese delle meraviglie, o magari altri di cui ci vuoi parlare?

Dario Bocchini

Gli oggetti di scena non sono altro che simboli da interpretare per lo spettatore.
La statuetta di Alice, la maschera tradizionale del demone giapponese e il sangue sono spunti di riflessione che si aggiungono per la comprensione degli eventi non lineari della storia. Come nei sogni, o incubi, non tutto è ciò che sembra. 

Come è nata la storia? Ti sei occupato per la prima volta anche della sceneggiatura?

Dario Bocchini

La storia di Ride With The Guilt nasce per l’esigenza di creare un film con un micro-budget e con una attenzione massima alle inquadrature come dipinti. Dopo circa quattro anni di collaborazioni come produttore e manager di produzione di cortometraggi indipendenti, ho deciso di portare le mie storie e la mia personale visione creativa sullo schermo. È solo grazie alla mia esperienza di studio e lavoro in UK, che ho potuto per la prima volta ampliare la mia pratica artistica e far nascere un cortometraggio dark e viscerale come Ride With The Guilt.

Per Nuovi Sguardi, intervista immersiva con Dario Bocchini nel suo cortometraggio dark Ride with the guilt.
Ride With The Guilt – Unit Stills – Day 2

Sempre all’interno del corto, gioca un ruolo di rilievo la psicoanalisi, l’io della protagonista prende vita nello specchietto della macchina, dove d’altronde è girato quasi l’intero film, potresti dirci di più?

Dario Bocchini

Il rear-view mirror è una solida citazione a Taxi Driver di Martin Scorsese. Sono sicuro che a tutti è capitato di sentirsi come Monica Caravan, o magari come Alice, che cade nella tana del bianconiglio.
La macchina, tramite lo specchietto e i finestrini, diventa luogo di ritrovo per il subconscio della protagonista, che nonostante la drammaticità degli eventi, cerca inevitabilmente di ritrovare sé stessa. Questo processo diventa un’occasione perfetta, agli occhi dello spettatore, per tuffarsi nel dolore, nel panico e nei ricordi di una donna persa nell’oscura stanza del suo malessere. 

Per Nuovi Sguardi, intervista immersiva con Dario Bocchini nel suo cortometraggio dark Ride with the guilt.
Il rear-view mirror

Al livello di produzione e realizzazione del film, ti va di raccontarci l’esperienza? 

Dario Bocchini

A causa di restrizioni di budget, le riprese sono state divise in due giorni a distanza di tre mesi. Nel complesso, è stata davvero un’esperienza incredibile, ho avuto la possibilità e il piacere di collaborare di nuovo alla produzione di questo film con Victor De Almeida di Phoenix Works Films.

Grazie all’esperienza delle produzioni precedenti ho potuto sperimentare la pioggia, che avevo in mente di usare sin da quando ho collaborato a un video musicale con il regista Jay Green. È stato decisamente impegnativo combinare tutti gli elementi della pioggia e dell’illuminazione, alla fine abbiamo ottenuto un’immagine in movimento intrisa di pittura liquida, esattamente quello che avevamo in mente in pre-production con il cinematographer Archie Guinchard. Per quanto riguarda la post-produzione mi sono affidato a Tiago Teixeira, regista di alcuni fantastici art horror films, che ha curato il montaggio e mi ha aiutato a capire come trasmettere determinate emozioni tramite tempi e con le giuste inquadrature. L’editor sonoro e la musica sono stati rispettivamente curati da Gianluca Romano e James Peter Moffatt, che hanno svolto un lavoro perfetto nonostante la pandemia non abbia permesso di incontrarci di persona. 

Una delle cose più importanti che ho capito durante la produzione è che non è importante solo il soggetto del film, ma è fondamentale essere circondati da professionisti che comprendano la tua visione artistica. Non ci sarebbe nessun  Ride With The Guilt senza il lavoro di circa trenta persone che hanno creduto nella mia idea di film. 

Attualmente a cosa stai lavorando? Ci sono novità in arrivo per il pubblico?

Dario Bocchini

Anche se il futuro è molto imprevedibile al momento, sto collaborando con una moltitudine di giovani registi emergenti, come per esempio al film Venus di Andrew McGee, un cortometraggio cyberpunk, di cui potete guardare il trailer sul mio sito ufficiale dariobocchini.com. Inoltre, il prossimo mese sarò coinvolto in una produzione finanziata dal British Film Institute per un corto gothic horror, chiamato The Leerie, diretto da Joseph Daly. Prossimamente nel 2022, avrà luce il mio nuovo film Gasoline, una mia sceneggiatura thriller, ambientata a Londra nel 1999, una storia tra Green Room, Mid90s e Fight Club. Non vedo l’ora di essere pronto a iniziare le riprese e di mostrare al pubblico italiano ed estero nuovi interessanti orizzonti horror, crime e cyberpunk. 

Per Nuovi Sguardi, intervista immersiva con Dario Bocchini nel suo cortometraggio dark Ride with the guilt.
Ride With The Guilt – Unit Stills

Leggi anche: Nuovi Sguardi – L’emotiva lente d’ingrandimento di Simone Bozzelli

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