Home Nella Storia del Cinema Influenze Cinematografiche Suspence e femminilità- Il sodalizio tra Alfred Hitchcock e Grace Kelly

Suspence e femminilità- Il sodalizio tra Alfred Hitchcock e Grace Kelly

Se si vuole parlare di Alfred Hitchcock, non si può non menzionare l’importanza che il regista attribuiva ai personaggi femminili. Hitchcock era solito scegliere la propria protagonista con una cura quasi maniacale, favorendo così la carriera di molte attrici di Hollywood. Celebri sono le sue collaborazioni con star come Ingrid Bergman, Joan Fontaine, Doris Day e Kim Novak. Probabilmente però, nessuna di loro riuscì a conquistare la stima del regista quanto Grace Kelly. Oggi nota come la principessa di Monaco scomparsa prematuramente, Grace Kelly vide l’apice della sua breve carriera di attrice proprio nella collaborazione con il maestro del brivido. Bellissima ed elegante, la donna colpì immediatamente Hitchcock, perché incarnava alla perfezione il suo ideale femminile al cinema.

Secondo il regista infatti, la bellezza e il portamento di Grace Kelly trasmettevano un senso di mistero che era assente in molte altre star di Hollywood.

Come dichiarò durante la sua famosa conversazione con François Truffaut, Hitchcock vedeva in Grace una sensualità sfuggente e imprevedibile. A differenza di attrici come Marilyn Monroe e Jayne Mansfield, la donna non ostentava erotismo, ma lo nascondeva dietro una maschera di freddezza e distacco. Per descrivere questa dicotomia, il regista coniò l’efficace ossimoro “ghiaccio bollente”.

Secondo Hitchcock infatti, anche la sensualità aveva un ruolo importante nel gioco della suspence: voleva che le personalità dei suoi personaggi femminili fossero ricche di misteri e sorprese, esattamente come le storie che portava sullo schermo.

Hitchcock
Margot Wendice (Grace Kelly) tradisce il marito con lo scrittore Mark Halliday (Robert Cummings)

La prima collaborazione tra Alfred Hitchcock e Grace Kelly fu in Il delitto perfetto (1954).

L’attrice veste i panni di una donna ricca di nome Margot, infelicemente sposata con Tony Wendice, un ex campione di tennis (Ray Milland). Da tempo, Margot tradisce il marito con lo scrittore di gialli Mark Halliday (Robert Cummings). La donna però non sa che Tony, consapevole del suo tradimento, ha assunto un uomo (Anthony Dawson) per ucciderla, in modo da ereditare il suo denaro.

Negli anni in cui il film uscì, l’adulterio aveva un’accezione ancora molto negativa. Raramente un personaggio femminile che tradiva il marito riusciva ad attirare le simpatie del pubblico statunitense, ancorato ai valori del matrimonio e della famiglia. Nonostante questo però, per lo spettatore, fu subito naturale immedesimarsi in Margot Wendice. Dopo pochi minuti di film, conosciamo infatti la natura cinica e crudele del marito Tony, pronto a ucciderla solo per denaro, e capiamo che Margot è una vittima.

La storia, dall’intreccio imprevedibile, porterà il personaggio a subire un vero e proprio complotto, ideato dalla contorta mente del marito. Margot infatti, incastrata per l’omicidio di Charles Swann, il sicario assunto da Tony, rischierà la pena di morte. La violenza psicologica subita dal personaggio è rappresentata sullo schermo attraverso un espediente visivo molto efficace. Hitchcock decise infatti di simboleggiare il progressivo incupirsi della vicenda attraverso i colori degli abiti indossati da Grace Kelly. All’inizio del film, Margot indossa un bellissimo vestito color rosso acceso; qualche scena dopo, un abito rosso cupo; poi, un vestito blu-grigio; quando viene arrestata, un abito grigio scuro e, alla fine della storia, un cappotto marrone.

Forse Margot Wendice non è uno dei personaggi più interessanti della filmografia hitchcockiana, ma riesce a guadagnarsi le simpatie del pubblico fin dalla sua prima apparizione, dando inizio della brillante collaborazione tra l’attrice e il regista.

Grace Kelly
Lisa Freemont (Grace Kelly) è la sofisticata fidanzata del protagonista

La realizzazione di La finestra sul cortile (1954), uno dei capolavori del regista, segnò il secondo capitolo del loro breve sodalizio.

Nel film, Grace Kelly interpreta Lisa Freemont, la sofisticata fidanzata del protagonista L.B. “Jeff” Jeffries (James Stewart). In seguito a un incidente sul lavoro, Jeff è bloccato a casa con una gamba ingessata; annoiato, trascorre le sue giornate spiando dalla finestra il suo vicinato. Anziché dedicare le sue attenzioni a Lisa, l’uomo è sempre più catturato dalle attività dei suoi vicini, in particolare quando la moglie di Lars Thorwald (Raymond Burr) scompare misteriosamente.

La finestra sul cortile vede nel rapporto di coppia una delle sue tematiche principali.
Fin dall’inizio del film, Jeff nutre seri dubbi sulla sua relazione con Lisa, perché ritiene che i due abbiano stili di vita troppo diversi. L’uomo è un fotoreporter trasandato e dallo spirito avventuroso; Lisa invece è un’indossatrice molto raffinata, che ama la moda e la vita d’alta società. La donna però, molto innamorata di Jeff, afferma di esse pronta a cambiar vita pur di stargli accanto. Quando Jeff inizierà a interrogarsi sulla sparizione della signora Thorwald, Lisa, inizialmente scettica, verrà completamente coinvolta nella sua atipica attività investigativa. Con grande sorpresa di Jeff, la donna dimostrerà la sua capacità di adattarsi a ogni situazione, mettendosi persino in pericolo pur di scoprire la verità.

 A differenza di molti personaggi femminili dell’epoca, Lisa ha un ruolo attivo nella vicenda, sorprendendo sia Jeff sia il pubblico. Dietro una maschera di freddezza e superficialità, Lisa nasconde infatti grande intelligenza e spirito d’avventura, dimostrando così al compagno quanto spesso l’apparenza possa ingannare. Anche grazie all’ottima performance di Grace Kelly, Lisa Freemont è probabilmente il personaggio migliore nato dal sodalizio  tra l’attrice e Alfred Hitchcock.

Grace Kelly

Con Caccia al ladro (1955) si concluse il rapporto professionale tra Grace Kelly e il regista.

Soprannominato “lo champagne di Hitchcock” per il suo stile leggero e frizzante, Caccia al ladro vede John Robie (Cary Grant), un ex ladro di gioielli soprannominato “il gatto”, ingiustamente accusato di alcuni furti in Costa Azzurra. Deciso a provare la sua innocenza, Robie, sotto mentite spoglie, avvicina alcuni proprietari di gioielli, in modo da cogliere il vero ladro sul fatto. Tra questi, l’uomo conosce Jessie (Jessie Royce Landis) e Frances Stevens (Grace Kelly), rispettivamente madre e figlia. La bellissima Frances rimane subito affascinata da Robie, di cui non tarderà a scoprire l’identità.

La forza narrativa di un personaggio come Frances Stevens è descritta alla perfezione da Hitchcock in persona, durante la già citata intervista con François Truffaut:

«Ho fotografato Grace Kelly impassibile, fredda, e la faccio vedere il più delle volte di profilo, con un’aria classica, molto bella e molto gelida. Ma quando gira nei corridoi dell’Hotel e Cary Grant l’accompagna fino alla porta della sua camera, cosa fa? Appoggia improvvisamente le labbra su quelle dell’uomo».

(Alfred Hitchcock)

Hitchcock amava lavorare con Grace Kelly, proprio perché il suo volto, così bello e indecifrabile, impediva al pubblico di capire i sentimenti e le intenzioni dei personaggi che interpretava. Se all’inizio di Caccia al ladro Frances ci appare semplicemente come una giovane donna ricca e sofisticata, dopo poco veniamo sorpresi dalla sua imprevedibilità. Attratta dal proibito, e per questo affascinata dal passato criminale di John Robie, Frances rivestirà infatti un ruolo importante nelle disavventure del protagonista.

Le riprese di Caccia al ladro si svolsero nel sud della Francia, nella primavera del 1954. Proprio in quei giorni, Grace Kelly conobbe il principe Ranieri III di Monaco. I due si innamorarono e, dopo due anni, si sposarono. Il loro matrimonio fu un evento di grande risonanza mediatica, tanto che ancora oggi viene ricordato come una delle unioni più celebri della storia contemporanea. Grace abbandonò quindi la carriera di attrice per dedicarsi completamente al suo ruolo di principessa di Monaco.

Grace Kelly
Il matrimonio di Grace Kelly con il principe Ranieri di Monaco

Hitchcock fu molto amareggiato dal ritiro della sua attrice prediletta, ma non si diede per vinto. Nel 1962, mandò a Grace il copione di Marnie, thriller psicologico con protagonista una donna cleptomane. La principessa dovette a malincuore rinunciare, perché il popolo di Monaco non gradiva un suo ritorno sul grande schermo. Il regista non trovò con nessun’altra interprete l’intesa professionale che aveva con Grace Kelly. Dal canto suo, la principessa ricordò sempre con grande affetto la sua esperienza sul set con Hitchcock.

Quello tra Alfred Hitchcock e Grace Kelly non è forse uno dei sodalizi più ricordati della storia del cinema, eppure costituisce il perfetto esempio di come un rapporto tra regista e interprete dovrebbe essere.

Da una parte, un genio della settima arte che trovò finalmente la sua Musa. Dall’altra, un’attrice alle prime armi che riuscì a farsi conoscere dal grande pubblico, grazie a una persona capace di valorizzarne il talento. Un’intesa perfetta, un sogno in pieno stile hollywoodiano, da cui, purtroppo, sembra sempre che ci si svegli troppo presto.

Leggi anche: David Lynch e Kyle MacLachlan- L’uomo innocente tra i misteri della vita

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