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Biancaneve e i Sette Nani: le differenze tra film Disney e fiaba originale

Nelle scorse settimane non si è parlato d’altro: Biancaneve e il bacio che il principe le stampa sulle labbra mentre è in stato di incoscienza. La questione era stata originariamente sollevata da due giornaliste americane che, dalle colonne del sito SFGate, avevano dichiarato di non aver particolarmente apprezzato che l’attrazione dedicata a Biancaneve e i Sette Nani presente a Disneyland enfatizzasse tanto quel gesto.

Come un telefono senza fili, una semplice osservazione riportata su un giornale locale è arrivata in Europa diventando un caso e assumendo i contorni di una polemica in cui hanno voluto dire la loro politici, opinionisti e commentatori di salotti televisivi. 

Del film di animazione del 1937, però, c’è da dire molto altro rispetto alla querelle su un bacio. Basti pensare a tutte le differenze che intercorrono tra la storia raccontata nel classico Disney e quella narrata dai fratelli Grimm nel 1812.

Queste divergenze non ci sorprendono affatto, dato che siamo abituati a trasposizioni cinematografiche di fiabe in cui gli elementi più cruenti vengono eliminati in favore di una narrazione che possa adattarsi a un pubblico giovanissimo. Nel caso di Biancaneve e i Sette Nani ci sono però degli aspetti particolarmente inquietanti che meritano un approfondimento. Ed è proprio quello che oggi intendiamo fare.

Come tutte le storie Disney, anche Biancaneve e i Sette Nani discosta dalla storia originale. Vediamo le differenze.Biancaneve e la madre malvagia

Nella pellicola Disney l’antagonista principale è la regina Grimilde, la matrigna di Biancaneve che odia la figliastra per la sua avvenenza. Accecata dall’invidia, non si fa quindi troppi scrupoli a ingaggiare un cacciatore che porti la ragazza nel bosco per ucciderla. Il cacciatore, mosso a compassione, lascia però scappare Biancaneve e consegna a Grimilde il cuore di un animale spacciandolo per il cuore della giovane.

Nella prima versione della fiaba le cose vanno però diversamente.

La più grande e più scioccante differenza con il cartone animato sta nel fatto che la regina cattiva in realtà non è la matrigna di Biancaneve, ma sua madre. In questo racconto la donna desidera moltissimo avere una figlia «bianca come la neve, rossa come il sangue e bruna come l’ebano». Ciò che non desidera affatto è che, una volta cresciuta, quella ragazza la superi in bellezza.

L’amore materno, quel sentimento che si pensa sia insito nella natura umana e che appartenga a tutte le creature animali, qui viene sostituito da un odio cieco alimentato dal narcisismo di una donna egoista e vanitosa. 

A turbare maggiormente è poi il fatto che alla regina non basta sapere che Biancaneve sia morta, ma le occorra una prova.

Se nella versione Disney riceve dal cacciatore il cuore (o presunto tale) della ragazza, in quella originale la donna pretende il fegato e i polmoni della figlia. Accontentata con degli organi che in realtà appartengono a un cinghiale, la regina cucina quel macabro bottino e lo mangia. Ancora orrore. La perfida madre sembra quasi compiere un rito tribale a spese del sangue del suo sangue.

Come tutte le storie Disney, anche Biancaneve e i Sette Nani discosta dalla storia originale. Vediamo le differenze.Tre tentativi per uccidere Biancaneve

Un’altra sostanziale differenza tra il classico del ’37 e la storia scritta dai fratelli Grimm, riguarda il numero di tentativi per uccidere Biancaneve. Nel film Disney, dopo aver scoperto di essere stata ingannata dal cacciatore, la furiosa Grimilde attenta alla vita di Biancaneve offrendole una mela avvelenata.

Nella versione del 1812 la terribile madre non si dà pace e cerca più volte di uccidere la figlia con metodi anche abbastanza brutali. Il primo prevede l’utilizzo di un nastro che la regina, camuffata da venditrice ambulante, stringe attorno alla vita di Biancaneve fino a soffocarla. Pensare che un genitore guardi negli occhi la creatura che ha messo al mondo diventare sempre più debole fino a perdere i sensi è tremendamente inumano e molto poco adatto a una storia per bambini. Il secondo metodo è invece quello del pettine avvelenato che la crudele donna, nuovamente travestita da ambulante, infila tra i capelli della giovane. Terzo e ultimo tentativo è la celeberrima mela che fa cadere Biancaneve in un sonno mortale.

Non stupisce affatto, quindi, che dopo questo accanimento nei confronti della protagonista, nella fiaba l’antagonista di Biancaneve muoia in modo più cruento rispetto al film.

Nella pellicola la donna cade infatti in un dirupo mentre sta cercando di assassinare i nani. Non è colpa di nessuno. Il bene vince sul male senza che i buoni si sporchino le mani. Nella fiaba del 1812 si consuma invece una vera e propria vendetta che ha luogo durante il matrimonio tra Biancaneve e il principe. La regina viene infatti obbligata a indossare un paio di scarpe arroventate e costretta a ballare fino alla morte.

Una sadica punizione che insegna che le azioni malvagie non restano impunite e che possono avere delle terribili conseguenze.

Come tutte le storie Disney, anche Biancaneve e i Sette Nani discosta dalla storia originale. Vediamo le differenze.

La mela, il frutto proibito

Un elemento importante nella storia di Biancaneve e i Sette Nani è la mela avvelenata che spezza la vita della giovane principessa. Scegliere quel frutto come esca non è ovviamente una casualità. La mela rappresenta la tentazione sin dal racconto della Genesi, con Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso per averne addentata una. O almeno, si dà per scontato che sia così, dato che nella Bibbia non viene mai esplicitamente detto che il frutto del peccato sia proprio una mela. Secondo diverse culture, a partire da quella della Grecia antica, la mela sta inoltre a indicare bellezza, seduzione e perfino discordia. 

Biancaneve è un’anima dolce e innocente, ma finisce per cadere nella trappola della sua nemica perché anche lei si lascia conquistare da quel pomo rosso e succoso. Questo succede sia per la Disney che per i fratelli Grimm. La differenza principale sta in come la ragazza si salva dopo aver morso quel frutto proibito.

Nella pellicola della Disney la principessa si risveglia dopo aver ricevuto il bacio del vero amore dal principe. I fratelli Grimm sono invece molto meno romantici. Nella loro versione la bara di cristallo di Biancaneve si trova nel castello del principe che vuole avere sempre accanto a sé il corpo della fanciulla per poterlo ammirare. Un giorno uno dei servi, irritato dal dover trasportare la cassa ovunque, la scoperchia e dà un colpo sulla schiena della ragazza. In quel momento il pezzo di mela avvelenata viene sputato e l’addormentata Biancaneve si risveglia potendo finalmente sposare il principe.

Come tutte le storie Disney, anche Biancaneve e i Sette Nani discosta dalla storia originale. Vediamo le differenze.

Chissà, forse questa versione della storia avrebbe potuto mettere d’accordo polemisti, gonfiatori di notizie e speculatori vari. Noi però preferiamo pensare che a salvare Biancaneve sia stato il vero amore e non un gesto così poco romantico. Con tutto il rispetto per i fratelli Grimm. 

Leggi anche: L’evoluzione della donna nella Disney

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